Traduttore o Interprete? Scopriamo le differenze

Da oltre 30 anni, la “Gregorio VII” forma traduttori ed interpreti specializzati, nonché esperti linguistici nell’ambito delle relazioni e delle comunicazioni internazionali.
I nostri punti di forza:
1. Entrambi i percorsi formativi, nell’interpretariato e nella traduzione, rispondono egregiamente alle esigenze del mondo del lavoro.
2. Un alto livello di specializzazione nonché moduli formativi adattati per specifici sbocchi professionali.
3. Docenti altamente qualificati in interpretariato e traduzione affiancati da esercitatori che effettivamente svolgono la professione.
4. Oltre 100 postazioni informatiche per la traduzione e laboratori attrezzati per la simultanea con 10 cabine regolamentari.
5. Assistenza personalizzata e counseling motivazionale multilingue.
6. Un ricco ventaglio di combinazioni linguistiche tra cui scegliere.
7. Una vasta rete di partner e Università internazionali per scambi Erasmus.
8. Ampie prospettive occupazionali tramite stage privati ed istituzionali con Erasmus plus.
9. Perfezionamento linguistico con corsi ed esami di certificazioni gratuite internazionali avanzate (C2).
10. Corsi e certificazioni gratuite per l’abilitazione per l’insegnamento della lingua italiana all’estero (Ditals).

Di seguito, le differenze dei due percorsi formativi in Traduzione e in Interpretariato.

Traduttore Interprete
Il lavoro da traduttore consiste nell’adattare un testo da una lingua di origine ad una lingua di destinazione, ed è un lavoro prettamente scritto. Il lavoro da interprete consiste nel tradurre un messaggio da una lingua ad un’altra in tempo reale. Per questo motivo, è un lavoro prettamente orale.
Fondamentale, nel lavoro di traduttore, è la capacità di comprendere il testo originale nelle sue sfumature e nei suoi riferimenti culturali, e di poterlo accuratamente trasporre nella lingua di destinazione, mantenendone le tonalità, i toni e i suoi rimandi. Fondamentale, nel lavoro di interprete, è che il messaggio ripetuto in un’altra lingua, sia prontamente comunicato con chiarezza nei suoi contenuti e toni.
Proprio per questa necessità di adeguamento della lingua, spesso il traduttore traduce da una lingua straniera alla sua lingua madre, e le sue competenze si concentrano nello specifico sulla prosa scritta. Proprio per questo, l’interprete non opera una parafrasi letterale del messaggio tradotto, ma ne offre una traduzione che mantenga i colloquialismi, le espressioni idiomatiche, e i riferimenti culturali, così che essi possano essere colti da coloro che ascoltano.
Il traduttore può e deve fare uso di dizionari e materiali di riferimento, con l’obiettivo ultimo di assicurare la qualità della traduzione. L’interprete non può fare uso di dizionari, dal momento che il suo lavoro consiste principalmente nella comunicazione immediata di un messaggio, e, per questo, le sue maggiori risorse sono una buona memoria e ottimi riflessi!

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